Siamo a metà 2026 e, nonostante parliamo quotidianamente di intelligenza artificiale generativa, computing quantistico e realtà spaziale, c’è un “collo di bottiglia” analogico-digitale che ci riguarda tutti da vicino: l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. La domanda che ricevo più spesso nei miei webinar e nei commenti sotto i miei video è sempre la stessa: “Ma alla fine, nel 2026, mi conviene fare lo SPID o usare la CIE?”.
La risposta breve è: ti servono entrambi. La risposta lunga, però, è molto più interessante. Facciamo chiarezza una volta per tutte, analizzando pro, contro, costi e l’evoluzione tecnologica di questi due sistemi.

Il punto della situazione nel 2026
Prima di sviscerare i dettagli, ricordiamo brevemente di cosa parliamo. Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è un insieme di credenziali (nome utente, password e un secondo fattore di autenticazione) gestito da Identity Provider (IdP) privati convenzionati. La CIE (Carta d’Identità Elettronica) è il documento fisico in policarbonato con un chip a radiofrequenza. Ma attenzione: nel 2026 la CIE non è più solo un “pezzo di plastica”. Grazie al consolidamento dell’IT Wallet e all’ecosistema eIDAS, la CIE è diventata a tutti gli effetti un’identità digitale portabile sul tuo smartphone via NFC.
SPID: Il re della comodità (ma con dei compromessi)
Lo SPID rimane il sistema più diffuso per una ragione semplice: è slegato dall’hardware.
I PRO:
- Indipendenza dal dispositivo: Puoi usare lo SPID su un PC di 10 anni fa, su uno smart TV, sul computer del tuo ufficio o su un Chromebook. Ti basta un browser.
- Velocità di accesso: Se usi l’app dell’IdP con riconoscimento biometrico, il login è questione di un secondo.
- Gestione multipla: È molto più facile gestire le deleghe per i familiari (es. accedere all’INPS per i propri genitori anziani) tramite le piattaforme degli IdP.
I CONTRO:
- Dipendenza dall’IdP: Se il tuo gestore (es. Poste, Aruba, InfoCert) ha un disservizio o cambia le policy, tu sei bloccato.
- Rischio Phishing: Essendo basato su username e password (o OTP), rimane vulnerabile alle truffe di ingegneria sociale se l’utente non è educato alla cybersecurity.
- Scadenze e Rinnovi: Alcuni IdP richiedono rinnovi o verifiche periodiche che possono essere macchinose.
CIE: La fortezza digitale (ora anche in tasca)
Fino a qualche anno fa, usare la CIE su PC richiedeva un lettore smart card esterno e l’inserimento del PIN. Oggi, nel 2026, la situazione è radicalmente cambiata grazie all’app IT Wallet e all’NFC degli smartphone.
I PRO:
- Sicurezza assoluta: Niente password da ricordare o digitare. L’autenticazione avviene via crittografia a chiave pubblica tramite il chip della carta e il biometrico del telefono. Il phishing, qui, è letteralmente impossibile.
- Privacy e Disclosoure Selettiva: Grazie all’IT Wallet, puoi dimostrare di essere maggiorenne a un sito web senza rivelare la tua data di nascita esatta o il tuo indirizzo. È il trionfo della privacy by design.
- Nessun abbonamento: Una volta attivata, la CIE digitale è gratuita per sempre.
- Funziona offline: Per le verifiche di persona (es. controlli di polizia o accesso a eventi), il chip NFC della CIE risponde anche senza connessione internet.
I CONTRO:
- Il “Collo di Bottiglia” dell’NFC: Per i login web, devi avere lo smartphone a portata di mano, con l’NFC attivo e la batteria carica. Se il tuo telefono è scarico, sei tagliato fuori.
- Setup iniziale: La prima attivazione dell’IT Wallet richiede comunque la scansione del documento fisico e, in alcuni casi, un passaggio di riconoscimento che non è sempre immediato.
- Incompatibilità con vecchi siti: Sebbene per legge la PA debba accettare la CIE, alcuni portali locali o privatizzati hanno ancora interfacce ottimizzate male per il flusso di autenticazione tramite Wallet.
La Sezione Prezzi: Quanto ci costa l’identità nel 2026?
Qui il divario tra i due sistemi è netto.
Costi dello SPID: Il mercato degli IdP nel 2026 si è consolidato.
- PosteID: Rimane gratuito, ma l’interfaccia è spesso macchinosa e l’assistenza è un terno al lotto.
- Aruba / InfoCert / Namirial: I costi si aggirano tra i 15€ e i 25€ all’anno (o biennio). Spesso offrono pacchetti “Premium” che includono firma digitale o PEC.
- IdP Regionali (es. Lepida): Gratuiti, ma limitati ai residenti di specifiche regioni (es. Emilia-Romagna).
- Nota bene: Molti IdP offrono il rilascio gratuito in presenza fisica presso i loro uffici, ma la comodità del riconoscimento via webcam o CIE si paga.
Costi della CIE:
- Rilascio fisico: Si paga una volta sola al Comune. Il costo totale (diritti fissi + emissione) varia da Comune a Comune, ma la media nazionale nel 2026 è di circa 22€ – 25€.
- Utilizzo digitale (IT Wallet): 0€. Nessun canone annuale, nessun abbonamento, nessun costo di rinnovo digitale. Hai pagato la plastica, il chip e la crittografia sono tuoi per 10 anni.
Il Verdetto: Quale scegliere?
Non esiste un vincitore assoluto, ma esiste il profilo giusto per ogni tecnologia.
Scegli (e mantieni attivo) lo SPID se:
- Devi accedere frequentemente a servizi da PC fissi o dispositivi condivisi in ufficio.
- Gestisci le pratiche di familiari che non hanno dimestichezza con gli smartphone e l’NFC.
- Viaggi spesso e potresti trovarti con il telefono scarico o smarrito, necessitando di un accesso rapido via web da un qualsiasi device.
Scegli la CIE (e integra l’IT Wallet) se:
- Vuoi azzerare i costi ricorrenti e non vuoi dipendere dalle logiche commerciali degli Identity Provider privati.
- Sei un appassionato di privacy e vuoi sfruttare la selezione degli attributi (es. provare di avere un certo reddito o età senza mostrare i dati completi).
- Hai uno smartphone di fascia media o alta con un chip NFC affidabile e tieni alla sicurezza informatica personale.
Il consiglio mio: Nel 2026, averli entrambi è l’unica vera scelta intelligente. Usa la CIE (tramite IT Wallet) come identità principale per i servizi ad alta sicurezza, home banking e accesso ai dati sanitari. Tieni lo SPID come “jolly” per le emergenze, per i dispositivi condivisi e per quelle vecchie piattaforme della PA che ancora faticano con i flussi eIDAS.
FAQ: I dubbi più frequenti
1. Posso usare la CIE per accedere ai siti web se non ho il lettore smart card? Sì, assolutamente. Nel 2026 non hai più bisogno del lettore USB. Ti basta avvicinare la CIE al retro del tuo smartphone (dove si trova l’antenna NFC), inserire il PIN (o usare il biometrico se configurato sull’IT Wallet) e confermare il login.
2. Cosa succede se perdo lo smartphone con l’IT Wallet attivo? Se perdi il telefono, l’IT Wallet è protetto dal biometrico e dal PIN del dispositivo. Tuttavia, per sicurezza, devi bloccare le credenziali. Per lo SPID contatti il tuo IdP. Per la CIE, chiami il numero verde 800.190.416 per revocare il chip, esattamente come faresti per un furto di carta di credito.
3. Vivo all’estero. Cosa mi conviene fare? Se risiedi all’estero (AIRE), lo SPID è la scelta obbligata e più semplice. Puoi richiederlo online tramite alcuni IdP (come Poste Italiane o InfoCert) usando il passaporto o facendo un riconoscimento video, senza dover passare per un Consolato per la CIE.
4. I siti privati (es. banche, assicurazioni, SPINT) sono obbligati ad accettare la CIE? Per legge, tutti i servizi della Pubblica Amministrazione devono accettare sia SPID che CIE. I privati (banche, utility, e-commerce) che aderiscono al sistema SPID/CIE per offrire l’accesso ai loro portali devono accettare entrambi i metodi. Tuttavia, alcuni privati potrebbero mostrare solo il pulsante SPID per abitudine o pigrizia nell’integrazione dell’API eIDAS: in quel caso, la CIE fisica o il Wallet risolvono il problema a monte.
5. Lo SPID scade? E la CIE? Lo SPID non ha una scadenza automatica, ma gli IdP possono richiederti un aggiornamento dei dati o una nuova autenticazione forte dopo 12-24 mesi. La CIE ha una validità legale di 10 anni (o 3/5 anni per minori), scaduti i quali dovrai rifare il documento fisico al Comune.

